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Borgata San
Mauro è parte del comune di Brossasco (CN),
comprende circa un dozzina di abitazioni più due ex colonie, una
canonica e la chiesa. Una famiglia ci risiede quasi tutto
l'anno, mentre il resto delle baite sono usate come seconde
case.
Le origini della borgata di San Mauro risalgono alla 1° metà del
1600. L'incisione su pietra più antica riporta la data del 1621,
un altra incisione si trova nel cortile della scuola e riporta
la data del 1721, subito sotto ne appare una altra datata 1823.
Questo fa dedurre che la costruzione degli edifici sia partita
dall'alto (subito sotto la chiesa costruita molto più tardi,
nella prima metà dell'800) per proseguire verso il basso man
mano che la borgata cresceva di abitanti.
Le baite
presentano le caratteristiche tipiche
da tradizione costruttiva locale,
muri in pietra a vista, tetti in legno ricoperti in pietra (le
tipiche lose), serramenti in legno massello.
Tutt'oggi ci
sono ancora baite integre nell'originaria struttura. La
pietra veniva ricavata da una cava adiacente alla borgata,
(ancora esistente anche se in disuso), il legno nei numerosi
boschi, con preferenza del legno di castagno. Materiali solidi e
senza tempo, per questo i muri e i tetti costruiti nel lontano
1600/1700, se conservati con adeguata manutenzione, sono
efficienti oggi come allora. |
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Il parcheggio di San Mauro |
Le aiuole di borgata |
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Ingresso alto
a San Mauro, dalla chiesa |
Pilone votivo |
I pascoli
della borgata |
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La
costruzione della chiesa avvenne nella prima metà del 1800 e la
ricorda una lapide all'interno: "A perenne e caro ricordo di
Mattio G. Battista che a gloria di Dio nel 1838 rog. Marsengo il
beneficio di S. Mauro fondò - n. 1781 m. 1846 in questa chiesa
sepolto."
Alcune righe
riportate nel libro "La
vita di Pierre" di P. Reynaudo ed. Giunti, ricostruisce la
storia della sua costruzione.
https://www.borgatasanmauro.it/chiesa_di_san_mauro.htm
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Cortili interni |
Sentiero laterale alla borgata |
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La strada alta. |
Salita alla borgata,
strada bassa d’accesso. |
Vista dal piazzale. |
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All'inizio
del 900 i territori del sud Piemonte furono invasi dai Saraceni,
che partendo dalla baia di La Garde Freinet, vicino a Nizza,
compirono scorrerie e si stabilirono anche in Valle Varaita. La
cacciata definitiva dei Saraceni avvenne tra il 970 e il 973, ma
della loro presenza ancora oggi restano tracce, soprattutto
nella toponomastica e in alcuni Comuni, nella tradizione di far
rivivere nelle “Baìe” il ricordo del loro dominio. La presenza
(unica in valle) sullo stemma della bandiera di Brossasco di due
lune crescenti e due teste di moro, fa ritenere a molti che
Brossasco sia nato dalla stanziamento nell'area di una banda
delle orde saracene sconfitte in quegli anni. |
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Giardini di San
Mauro. |
Vista che si gode dal
belvedere della chiesa. |
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Relax esterno |
Ingresso inferiore alla
borgata |
Stradina interna |
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Prima
di arrivare a San Mauro si attraversano le borgate di
Vacot e Caiot, proseguendo, dopo San Mauro, si incontra,
in basso a sx, borgata Picchi Superiore, la strada
infine finisce in borgata Duranda, purtroppo quasi
completamente abbandonata. Di questa borgata è
raccontata la storia, da ragazzo, del suo fondatore:
Pietro Durando nel libro
La
vita di Pierre di P. Reynaudo ed. Giunti . |
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Il campo sportivo
realizzato ai tempi delle colonie. |
I prati circostanti |
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Dal belvedere della
borgata |
Cortili di borgata |
Scorci interni |
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San
Mauro negli anni '50 contava circa 200 abitanti. I suoi
confini sono: Valmala, Melle, e Venasca. Ai tempi, si
andava a piedi a Brossasco con un ora di cammino.
L'economia della frazione era basata sulla produzione
della segala, delle patate e dell'avena. Poi c'erano le
castagne, nocciole, mele e la legna, nei boschi si
raccoglievano anche i funghi. Si allevava pure il
bestiame perchè i buoni pascoli non mancavano.
Nell'inverno si facevano le scope e i restelli, che si
vendevano sul mercato di Venasca. I boschi erano pure
ricchi di betulle con cui si facevano le scope. |
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Orti a San Mauro |
Dehors all’interno
della borgata |
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Casa coloniale |
Fontana sotto la
chiesa |
Data di costruzione,
parte bassa della borgata |
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In alcune case, si trovano
delle pietre, inserite nei muri, che riportano la data di
costruzione. L’edificazione della borgata è iniziata nel ’600
nella parte più alta. La chiesa invece è stata costruita più
tardi, ponendola però in cima alle case. In una casa sotto la
chiesa è riportata un’altra data del 1721. Proseguendo verso il
basso le date aumentano. La pietra riportante la data 1823 è
posizionata nell’angolo in alto a dx sulla casa in cima strada
bassa d’accesso, subito dopo la porta nel cortile interno.
Curiosità: anche se, ormai, non è riportata nei documenti
catastali, la parte bassa, sotto la scuola in poi, era
denominata Borgata Varetto, mentre San Mauro erano le case che
dalla scuola salivano verso la chiesa. Oggi tutto il complesso è
diventato Borgata San Mauro. |
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L’alpeggio nei prati intorno
alla borgata |
Chiesetta di San Lorenzo |
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| Angolo
relax |
Tipica
porta in stile borgata |
Si! I
bambini giocano anche per strada |
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Oggi sempre più persone scoprono la bellezza e le
emozioni uniche che la montagna regala in inverno.
Il tempo sembra essersi fermato, la magia
dell’inverno avvolge San Mauro in un abbraccio
silenzioso. La neve forma un tappeto candido che
imbianca la borgata e ricopre ogni cosa: i tetti, le
stradine, i muretti, i rami spogli. Passeggiando tra
le stradine ti accorgi che attutisce ogni rumore,
anche i tuoi passi diventano silenziosi. Se ci
si spinge oltre i percorsi più battuti si possono
attraversare boschi, sentieri silenziosi che offrono
panorami affascinanti. |
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Inverno
a San Mauro |
Veduta dalla chiesa |
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| Neve
nei boschi |
Ingresso basso della borgata |
Sentiero panoramico |
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